Se si vuole comprare una casa all’asta, ma questa è occupata, come bisogna procedere? Vediamo cosa è importante sapere in questi casi particolari per evitare brutte sorprese.

La prima cosa importante da sapere è che l’immobile acquistato all’asta deve essere libero. Di norma, spetta al custode nominato per la procedura esecutiva far liberare l’immobile e consegnarlo libero a chi acquista.

Prima di comprare una casa all’asta si può verificare se essa sia occupata o meno chiedendo al custode giudiziario di visitare l’immobile. Nel caso si voglia comunque procedere con l’acquisto della casa occupata bisogna essere consapevoli che la procedura per liberare l’immobile può richiedere molto tempo.

Gli investitori si chiedono fino a che punto la Borsa americana continuerà a scendere quest’anno, dopo che l'S&P 500 di Wall Street è finito oltre il 20 per cento al di sotto del suo massimo di gennaio e si intensificano le paure per una possibile recessione Usa.

Société Générale si è chiesta quanto sia lontano il minimo e ha esaminato 56 periodi di "crisi" del mercato azionario statunitense negli ultimi 150 anni, ovvero i periodi in cui le vendite hanno causato cali di oltre il 10% nell'S&P 500. Dopo aver individuato 30 fasi ribassiste dal 1870, secondo la banca francese, l'S&P dovrebbe raggiungere il minimo nei prossimi sei mesi, dal 34% al 40% al di sotto del picco raggiunto all'inizio del 2022.

Solomon Tadesse, responsabile della ricerca azionaria quantitativa di SocGen per il Nord America, ha notato che è probabile che le azioni statunitensi scendano ulteriormente poiché una politica monetaria più restrittiva potrebbe portare a una stagflazione, una combinazione di inflazione persistente e crescita economica modesta o negativa. Tadesse ha aggiunto che l'attuale correzione del mercato azionario statunitense non è atipica rispetto alla storia. Al contrario, la velocità e la portata del rimbalzo di Wall Street dal minimo indotto dal coronavirus nel marzo 2020 sono state straordinarie.

Spagna e Germania in cima all’Europa nella classifica dei Paesi in cui compravendite e prezzi sono aumentati di più nel corso dell’ultimo anno. L’Osservatorio abitare in Europa di Scenari Immobiliari, realizzato in collaborazione con Abitare Co., ha fatto il punto degli investimenti nel residenziale italiano ed europeo e ha stilato la classifica di città e quartieri in cui il prezzo delle case, per vari motivi, è salito di più.

La classifica delle città europee con prezzi delle case in crescita

Nella classifica dei Paesi in cui le compravendite residenziali sono salite di più, troviamo nell’ordine Spagna, Italia, Germania e Francia, mentre la Gran Bretagna ha registrato un calo nelle compravendite di oltre il 13 per cento.

Di contro, sul fronte prezzi, il balzo maggiore lo registra Dublino, con un +11,7 per cento, seguita da Madrid, con un +8,6 per cento, e da Stoccolma con un +7,8 per cento. In calo invece i prezzi di Parigi, a -1.2 per cento. Roma pure si piazza in aumento con quotazioni in salita del 3 per cento.

In occasione dell’inizio dell’estate, l’Ufficio Studi di idealista, portale immobiliare leader per sviluppo tecnologico in Italia, stila la classifica delle località sotto i 5 mila abitanti più apprezzate dagli stranieri per l’acquisto di una casa.

Per realizzare questo studio, idealista ha misurato l’origine delle visite ricevute dalle abitazioni in vendita sul proprio portale nei comuni con meno di 5.000 abitanti, negli ultimi tre mesi. Lo studio è stato elaborato tenendo conto delle località che hanno ottenuto un numero di visite superiore alle 5mila nel periodo di analisi, un numero di interazioni ritenuto sufficientemente attendibile per una valutazione corretta del fenomeno.

Secondo l’analisi condotta da idealista, sono 41 le località dove l’interesse all’acquisto dell’abitazione della componente straniera supera la quello degli italiani. In assoluto, il comune capace di attirare maggiormente l’interesse degli investitori esteri è Positano (Salerno), qui le visite degli stranieri “pesano” per il 72% delle richieste totali.

Le città del mondo in cui è più costoso vivere per un espatriato

Mercer ha stilato la classifica delle città del mondo in cui è più costoso vivere. Secondo l’indagine Cost of Living 2022 le città svizzere sono battute solo da Hong Kong come città in cui il costo della vita è più alto per un espatriato.

Le cinque città più costose al mondo

La classifica delle 227 città più care del mondo per il personale espatriato vede Hong Kong come la città più cara del mondo, mentre Zurigo (2) e altre tre città svizzere, Ginevra (3), Basilea (4) e Berna (5) completano il quadro delle cinque località più care del mondo per i dipendenti chiamati a ricoprire incarichi internazionali.

I dati sul costo della vita di Mercer combinati all’analisi e alla ricerca sulla mobilità condotta presso i clienti indicano che l’espansione del lavoro flessibile e da remoto, il conflitto in Ucraina, le oscillazioni dei tassi di cambio e l’inflazione diffusa incidono in maniera significativa sulla retribuzione e i risparmi dei dipendenti, con possibili ricadute anche significative sulla competizione globale delle aziende ad accaparrarsi i talenti.

Balzo degli affitti nel secondo trimestre in Italia, con un incremento del prezzo delle locazioni pari al 7%, a una media di 12 euro/m² mensili. A rilevare la crescita tendenziale record dei prezzi di richiesta dei proprietari da quando è disponibile la serie storica (2012) è l’Ufficio Studi di idealista, portale immobiliare leader per sviluppo tecnologico in Italia, per il quale l’aumento dei canoni si attesta al 4,7% su base annuale.

Secondo Vincenzo de Tommaso, Responsabile del Centro Studi di idealista: “Complice anche il graduale miglioramento della situazione pandemica, da più di anno la domanda di abitazioni in affitto ha subito una forte accelerazione. Tuttavia, la mancanza di un’offerta altrettanto dimensionata e qualificata sta creando tensioni sui prezzi. Se questa situazione dovesse perdurare le prime vittime dell’aumento degli affitti sarebbero giovani e famiglie a reddito più basso.

La carenza di affitti a prezzi accessibili è destinata a peggiorare ulteriormente nei prossimi mesi, per via dell’inflazione e poiché l’aumento dei tassi ipotecari – ulteriori incrementi attesi già questo mese – spingeranno altri aspiranti proprietari di case ad affittare”.

La casa in affitto, almeno nei desideri, somiglia sempre più a un hotel. Secondo l’osservatorio sulle locazioni di Zappyrent, infatti, i servizi extra più richiesti spaziano dagli abbonamenti di streaming tv e car sharing fino alla palestra e alla pulizia. Scopriamo di più.

La palestra multifunzione in casa, così come il monopattino o la bici elettrica sempre a disposizione, il servizio di pulizie mensile o l’abbonamento alla tv in streaming. Sono questi i principali servizi premium che sempre più gli affittuari delle case prediligono come “optional” da avere in aggiunta al costo del loro canone d’affitto. Il trend è stato fotografato dall’osservatorio sugli affitti di Zappyrent.

Zappyrent infatti – grazie a un database di oltre 20.000 appartamenti e circa 100.000 utenti iscritti alla piattaforma (tra locatari e locatori) in 6 città in Italia (Roma, Milano, Torino, Firenze, Bologna e Catania) – ha messo in evidenza come sempre più padroni di casa mettono a disposizione servizi a valore aggiunto (con pagamento extra) per rendere più confortevole il soggiorno, sia dentro le mura di casa che fuori, dei propri inquilini.

È di oltre un miliardo e mezzo di euro la somma per il Piano regionale dei Servizi abitativi per il triennio del 2022-2024. Il provvedimento, approvato dalla Giunta, è stato illustrato oggi dal presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana e dall’assessore alla Casa e Housing sociale, Alessandro Mattinzoli. Ora passerà al vaglio del Consiglio regionale per la definitiva approvazione.

“Un intervento importante – ha commentato il presidente Fontana – che ha come principale scopo quello di ristrutturare e riorganizzare il patrimonio esistente. In questo modo vogliamo valorizzare gli immobili, ad esempio anche grazie ai lavori di efficientamento energetico, ma anche puntare su progetti di rigenerazione urbana in grado di migliorare la qualità della vita e la sicurezza di chi abita in questi edifici. Un’azione, dunque, che ha una valenza sia sociale, sia ambientale”.

Il presidente Fontana, poi, ha voluto sottolineare “come questo Piano sia stato realizzato con un confronto costante che ha coinvolto l’Associazione dei Comuni della Lombardia e i sindacati, con un’attenzione particolare rivolta a misure di welfare, come i contributi all’affitto o la ‘premialità’ per quegli inquilini, in particolare anziani, che hanno sempre pagato quanto dovuto”.

Quando si parla di affitti abitativi e di contratti di locazione bisogna innanzitutto tenere presente che ne esistono diverse tipologie. C’è il contratto di affitto 4+4, quello a canone concordato, il contratto di affitto transitorio, quello per studenti. Tante, dunque, sono le opzioni tra cui scegliere in base alle proprie esigenze. Per capire qualcosa di più e, in particolare, per evidenziare quali possono essere i singoli vantaggi, idealista/news ha approfondito il tema con Isabella Tulipano, dell’ufficio stampa di SoloAffitti, rete specializzata nel settore delle locazioni.

Contratto di affitto 4+4: in cosa consiste, a chi è indicato e quali sono i vantaggi

“È il contratto principale che ha sostituito con il dl 1998 i vecchi contratti ad equo canone. Infatti, la caratteristica principale di questo contratto è avere la libertà di contrattazione sul canone e limitazioni in quella che è la durata, che è di 4 anni minima con un rinnovo automatico di altri 4 anni.

Sicuramente è un contratto indicato per chi cerca casa come soluzione abitativa principale, quindi coppie, famiglie, persone anziane che prevedono di rimanere a lungo nello stesso posto.

L’aumento dell’inflazione non accenna a diminuire e graverà in maniera concreta sugli inquilini che hanno la revisione annuale del contratto d’affitto. L’Istat ha pubblicato l’aggiornamento dell’indice FOI a giugno 2022, in aumento addirittura del 7,8% su base annuale.

L’effetto sulle locazioni è tangibile e determinerà un aumento medio di 55 euro al mese (660 annui) per i canoni di locazione di un trilocale. Le famiglie milanesi dovranno pagare 80 euro mensili in più rispetto allo scorso anno, per gli inquilini romani l’aumento sarà di 63 euro.

È quanto emerge da un’analisi dell’Ufficio Studi di idealista, portale leader per sviluppo tecnologico in Italia, che ha calcolato quanto inciderà l’aumento dell’inflazione sull’adeguamento dei contratti di locazione di un trilocale in base all’Indice dei prezzi al consumo aggiornato e pubblicato dall’Istat. L’aumento dell’inflazione incide direttamente sui contratti di locazione legati all’indice FOI, ovvero quelli che prevedono la formula di durata 4+4.